Una lettera aperta al sindaco Matteo Lepore per chiedere conto di quella che Alberto Zanni definisce “una evidente incoerenza istituzionale” nella gestione dell’ordine pubblico. Al centro della riflessione ci sono due vicende che, secondo il candidato sindaco, meritano di essere confrontate: la richiesta avanzata nei mesi scorsi di spostare da Bologna la partita di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv per il timore di manifestazioni annunciate dal TPO e da altri collettivi antagonisti, e la decisione di sostenere la manifestazione del 20 luglio sulla morte di Abderrahim Fakir mentre erano ancora in corso le indagini della Procura: “Qualche mese fa il sindaco chiese pubblicamente al Governo e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di spostare da Bologna la partita di Eurolega tra Virtus e Maccabi, perché temeva che le manifestazioni annunciate dal TPO e da altri collettivi avrebbero potuto mettere a rischio residenti, commercianti e il centro storico. Il ministro Piantedosi decise invece di non fermare un evento sportivo internazionale, riaffermando un principio che condivido: in uno Stato democratico non si può impedire lo svolgimento di una manifestazione sportiva (aggiungo, simbolo del confronto pacifico tra popoli) perché qualcuno minaccia disordini.” Zanni richiama poi quanto avvenne dopo quella partita: “Dopo gli scontri, la vicesindaca Clancy non volle prendere le distanze dai collettivi che fecero le manifestazioni, il sindaco quantificò in circa 100 mila euro i costi sostenuti dal Comune e presentò il conto al Ministero dell’Interno, ritenendo che la scelta di non spostare la partita avesse comportato quelle conseguenze economiche.” Secondo il candidato sindaco, pochi mesi dopo è stato adottato un criterio diverso: “Il 20 luglio la Procura aveva appena aperto un’indagine sulla morte di Abderrahim Fakir e disposto novanta giorni per gli accertamenti autoptici. Nessuno aveva negato verità e giustizia, si chiedeva soltanto di attendere che la magistratura svolgesse il proprio lavoro. Eppure, in un clima già fortemente teso, il sindaco ha sostenuto una manifestazione nel cuore della città, nonostante fosse prevedibile il rischio che gruppi e frange violente potessero sfruttare quella mobilitazione. I disordini che ne sono seguiti hanno provocato gravi conseguenze per Bologna. Dopo la partita Virtus-Maccabi il sindaco quantificò in circa 100 mila euro i costi sostenuti dal Comune e presentò il conto al ministro Piantedosi. Oggi il bilancio è ancora più pesante: secondo le prime stime si parla di circa 200 mila euro di danni, tre auto comunali incendiate, edifici pubblici e privati danneggiati, vetrine infrante, attività economiche colpite, residenti costretti a vivere ore di paura tra scontri e lacrimogeni e 64 appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti. La domanda è semplice: a chi verrà presentato questa volta il conto? Chi si assumerà la responsabilità politica ed economica di quanto accaduto? I cittadini bolognesi hanno il diritto di sapere chi pagherà questi danni”. Zanni conclude con un’ultima domanda rivolta al primo cittadino: “Se per una partita di basket riteneva necessario chiederne lo spostamento per tutelare residenti e commercianti, perché lo stesso principio di prudenza non è stato applicato il 20 luglio? Perché non scegliere un gesto di vicinanza alla famiglia Fakir in forma privata, attendendo gli esiti delle indagini, invece di sostenere una manifestazione che, nelle condizioni di quei giorni, presentava un rischio evidente per la sicurezza della città?”.
Lettera aperta al Sindaco Matteo Lepore.
Comunicato Stampa 30/07/2026

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