“Leggo l’intervista di Lepore e, ancora una volta, sento parlare di visioni, prospettive, piani strategici e Bologna del futuro. Prima di immaginare la Bologna del futuro dobbiamo far funzionare la Bologna di oggi. Se guardiamo alla realtà quotidiana dei cittadini, ci accorgiamo che molti dei principali problemi di Bologna sono ancora tutti da risolvere. Il problema abitativo non è stato risolto: studenti, giovani, lavoratori e famiglie faticano a trovare una casa in affitto. La sicurezza resta una delle principali preoccupazioni dei bolognesi. Il degrado urbano e la pulizia della città continuano a essere oggetto di segnalazioni e proteste. La mobilità è stata stravolta da anni di cantieri e il traffico rappresenta ancora una criticità quotidiana per migliaia di persone. Anche sul fronte del ceto medio, di cui oggi il sindaco torna a parlare, sarebbe utile capire quali risultati sono stati ottenuti in questi anni, perché per molte famiglie vivere a Bologna è diventato progressivamente più difficile e più costoso. Per questo faccio fatica a comprendere un dibattito che continua a concentrarsi soprattutto sulla Bologna che verrà. Prima dovremmo chiederci come riportare qualità della vita nella Bologna di oggi.” Alberto Zanni, candidato sindaco di Una Nuova Bologna, commenta così l’intervista del sindaco Matteo Lepore e continua: “Lepore è sindaco dall’ottobre 2021. Sono passati quasi cinque anni e oggi ci racconta la Bologna che vorrebbe nei prossimi cinque. Il problema è che molti bolognesi si chiedono cosa sia stato realizzato concretamente nei cinque anni appena trascorsi. Se queste fossero promesse di chi non ha mai amministrato si potrebbe anche capire. Ma qui parliamo di un sindaco che governa la città da un intero mandato.”
Zanni contesta anche il ragionamento sugli studentati e sull’attrazione di studenti e ricercatori stranieri: “Nell’intervista si parla di nuovi studentati e di attrazione di studenti dall’estero. Ma prima dovremmo essere capaci di dare risposte agli studenti, ai giovani e ai lavoratori che già vivono o vorrebbero vivere a Bologna. In questi anni il problema abitativo per i fuori sede non è stato risolto. Prima di andare a cercare studenti dall’altra parte del mondo, pensiamo ad ospitare quelli che sono già qui e che rappresentano il futuro delle nostre imprese e della nostra città.”
Anche sul piano culturale, secondo il candidato di Una Nuova Bologna, il bilancio dell’amministrazione appare distante dai proclami sull’internazionalizzazione: “Si parla di attrattività internazionale e di immagine della città. Però in questi anni Bologna non ha proposto grandi mostre di richiamo internazionale paragonabili a quelle che hanno caratterizzato altre stagioni della sua storia culturale. Basta guardare alla vicina Ferrara: Palazzo dei Diamanti riesce spesso a ospitare iniziative culturali di grande rilievo e richiamo. Le ultime grandi mostre che molti ricordano a Bologna sono quelle dedicate ai Carracci e a Guido Reni, che appartengono però a stagioni amministrative precedenti.”
Per Zanni, inoltre, esiste una contraddizione tra le politiche abitative annunciate e le scelte sulla mobilità: “Se si vuole che una parte del ceto medio possa trovare risposta abitativa nei comuni dell’area metropolitana, allora bisogna costruire collegamenti efficienti tra Bologna e il territorio. Invece la mobilità si è concentrata sul tram, un’infrastruttura pensata prevalentemente per il territorio comunale. Una vera visione olistica sulla mobilità avrebbe dovuto mettere al centro il rapporto tra Bologna e i comuni della città metropolitana. Ho l’impressione che Lepore sia diventato il sindaco delle promesse, delle inaugurazioni e dei progetti futuri, ma che ha perso il focus sulla qualità della vita dei propri cittadini. Oggi troppi bolognesi percepiscono una città meno sicura, più congestionata, più sporca e più difficile da vivere, per questo continuo a sostenere che, più che guardare all’estero, Bologna debba tornare a guardare ai propri cittadini e ai propri problemi”
Comunicato stampa 21/06/2026

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