Città 30 in vigore, Zanni: “E’ una misura calata dall’alto. Serviva più ascolto.”

A Bologna torna “Città 30” e Alberto Zanni, candidato sindaco con Una Nuova Bologna, sottolinea come sia mancato un confronto con i cittadini, categorie economiche, associazioni e soggetti del territorio, un passaggio che per lui resta decisivo per rendere efficaci interventi di questa portata: “Bologna Città 30” è un’operazione a forte impronta ideologica, utile più a riequilibrare dinamiche politiche interne che a risolvere criticità concrete. E’ una scelta che racconta molto della postura amministrativa di Matteo Lepore, che tende a decidere prima e confrontarsi dopo. Ovviamente questo non è confronto, perché governare una città complessa significa accettare il rischio del confronto vero, anche quando è scomodo. Significa sedersi con cittadini, categorie economiche, tecnici, associazioni, comitati, e ascoltare anche ciò che mette in discussione le scelte, questo se si vuole fare una politica pubblica efficace”.
Entrando nel merito del provvedimento, Zanni evidenzia la necessità di distinguere tra contesti urbani diversi, evitando applicazioni uniformi su tutta la città: “Ci sono strade, quartieri, contesti urbani dove il limite a 30 km/h è necessario e ragionevole, penso alle aree ad alta densità pedonale o vicino alle scuole. Ma estenderlo in modo generalizzato non va bene, altrimenti diventa una coperta ideologica da stendere sull’intero territorio”.
Da qui la proposta di revisione complessiva della misura, basata su criteri selettivi e verificabili: “Città 30” va rivista radicalmente: eliminata dove non serve e mantenuta dove è realmente necessaria, ci vuole equilibrio e l’equilibrio nasce sempre dal confronto, anche quando è scomodo”.

Comunicato stampa 20/04/2026


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