“A Bologna oltre ai cittadini, passeggiano migliaia di cani, i gatti osservano dalle finestre e tanti altri sono gli animali che non si vedono dalla strada. Forse è arrivato il momento che anche loro entrino, simbolicamente, nell’agenda politica della città”. Con questa immagine urbana Alberto Zanni, candidato sindaco con Una Nuova Bologna, introduce uno dei temi emersi durante l’incontro con una storica associazione ambientalista cittadina che conta oltre mille iscritti e che ha deciso di sostenere la sua candidatura dopo un confronto sui temi dell’ecologia urbana e della tutela degli animali. La discussione ha messo in evidenza un dato spesso ignorato nel dibattito pubblico: gli animali domestici fanno ormai parte della struttura sociale della città. Secondo stime elaborate da Centro Studi di Confabitare sul possesso di animali da compagnia, nel territorio comunale di Bologna vivono oltre quattrocentomila animali domestici, tra cui circa 58 mila cani, 67 mila gatti, 180 mila pesci ornamentali, circa 75 mila uccelli domestici, oltre 10 mila piccoli mammiferi come conigli, criceti e furetti e circa 8 mila rettili.
Numeri che raccontano un cambiamento culturale prima ancora che urbano. Gli animali domestici non sono più soltanto una presenza privata ma una componente stabile della vita delle città contemporanee. Questo significa ripensare parchi, servizi e spazi pubblici tenendo conto della convivenza tra persone, natura e animali. “Ambiente e benessere animale non sono temi separati”, afferma Zanni. “La qualità ecologica di una città si misura anche dal modo in cui riesce a costruire un equilibrio tra comunità umana, verde urbano e presenza animale”.
Nel progetto amministrativo di Una Nuova Bologna il tema assume anche una dimensione istituzionale. Zanni propone infatti di istituire nella futura giunta una delega specifica che unisca ambiente e benessere animale, riconoscendo che la cura della città passa anche attraverso la tutela della vita animale che la attraversa. Nel confronto è emerso anche un aspetto sociale spesso trascurato: il rapporto tra le persone senza dimora e i loro cani. In molti casi gli animali rappresentano per chi vive in strada l’unico legame stabile e affettivo. Per questo tra le idee discusse c’è anche quella di sviluppare forme di supporto veterinario e servizi dedicati agli animali delle persone senza dimora, in collaborazione con associazioni e volontariato.
“Una città che si prende cura degli animali”, conclude Zanni, “è quasi sempre una città che ha imparato a prendersi cura anche delle persone”.
Comunicato stampa 11/03/2026

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