Principi generali di Governo della Città e indirizzi strategici dell’azione amministrativa.
Una Nuova Bologna mette al centro il cittadino senza cappello in mano. Quello che esercita diritti e accetta doveri in un quadro leggibile. Una città che protegge veramente il ceto medio, perché una città che perde chi lavora e tiene insieme il tessuto sociale, perde anche la propria capacità di essere inclusiva.
Una Nuova Bologna nasce da una constatazione semplice e scomoda, che oggi viene spesso aggirata perché obbliga a mettere in discussione molte narrazioni consolatorie: senza politiche abitative non c’è sicurezza, e senza sicurezza non esiste trasporto pubblico che possa funzionare davvero. Una città che espelle il proprio ceto medio, che rende instabile l’abitare, produce insicurezza strutturale. E una città insicura non è una città in cui le persone si muovono liberamente, soprattutto le donne, i minori, gli anziani, le persone con disabilità. Parlare di mobilità sostenibile senza affrontare questo nodo significa invertire l’ordine delle cause e degli effetti.
Oggi Bologna non è una città sicura per una donna nello stesso modo in cui lo è per un uomo. I fatti di cronaca lo mostrano con una regolarità che non può più essere liquidata come emergenza episodica. Una città che spinge all’uso del trasporto pubblico, che demonizza l’auto privata come scelta individuale, ma non garantisce sicurezza sui mezzi e negli spazi di attraversamento, scarica il rischio su chi è già più esposto.
Allo stesso tempo Bologna è diventata una città difficile da decifrare dal punto di vista amministrativo. La burocrazia da strumento di garanzia è diventata una barriera. Per chi lavora, per chi apre un’attività, per chi ha bisogno di un servizio, per chi vive una condizione di fragilità. La complessità amministrativa non colpisce tutti allo stesso modo: colpisce soprattutto chi ha meno tempo e meno risorse. E colpisce in modo particolare le persone con disabilità e le loro famiglie, che si trovano a dover gestire le difficoltà quotidiane e a lottare contro un sistema che aggiunge ostacoli invece di rimuoverli.
È da qui che nasce Una Nuova Bologna. Da una constatazione altrettanto semplice: Bologna funziona sempre meno per chi la manda avanti ogni giorno. Va bene per chi la attraversa un weekend, per chi la usa come vetrina ideologica, non per chi la governa dall’alto. Funziona sempre meno per chi lavora, cresce figli, studia, cura, costruisce, apre un’attività, paga un mutuo, prende un autobus alle sette del mattino o rientra a casa alle nove di sera.
La scelta di essere una lista civica è una scelta di metodo, vogliamo partire dai problemi reali e valutare le soluzioni in base agli effetti che producono nella vita quotidiana, non in base alla loro spendibilità comunicativa. È un approccio che rifiuta l’ideologia come scorciatoia e la retorica come sostituto dell’amministrazione.
La convinzione che Bologna debba essere corretta dall’alto presuppone che il problema siano i comportamenti dei cittadini, non le condizioni in cui quei
comportamenti avvengono. Bologna ha bisogno di essere amministrata bene, con regole chiare e istituzioni che non le cambiano mentre le persone stanno già cercando di adattarsi. Questa associazione nasce per restituire equilibrio alla città di Bologna.
Tra centro e periferie, che non possono più essere trattate come mondi separati. Tra ambiente e vita quotidiana. Tra pubblico e privato, che devono tornare a dialogare in modo trasparente. Alberto Zanni sindaco è la scelta di chi crede che Bologna possa tornare a essere una città abitabile. Una città che promette serietà e ascolto.

